Fusione Torrita-Montepulciano: la Lega invita al NO

Nisini: "Salto nel buio". Vestri: "Processo irreversibile e nessuna certezza di vantaggi"

Torrita di Siena

TORRITA DI SIENA.  Il consigliere comunale della Lega di Torrita Lorenzo Vestri annuncia la soddisfazione propria e di tutta la squadra della Lega per la grande partecipazione della cittadinanza ai numerosi gazebo informativi organizzati in questi mesi dalla Lega sul territorio della Valdichiana Senese in previsione del referendum consultivo che si svolgerà i giorni 11 e 12 novembre.

«Ribadiamo la nostra ferma contrarietà al progetto di fusione tra le realtà comunali di Torrita e Montepulciano perché riteniamo che così com’è stata pensata e portata avanti, non sia un’opportunità ma piuttosto un grande rischio per le comunità locali. Al di là di buoni propositi, non ci sono infatti certezze di miglioramento dei servizi per cittadini ed imprese, mentre certamente ci sarà un allontanamento dei servizi e delle istituzioni dal territorio che rischiano di vedere un accentramento degli uffici comunali a Montepulciano. Come abbiamo sempre ribadito, i cittadini torritesi e poliziani tengano bene a mente che questo è un processo che, qualora prevalessero i Sì al referendum, sarebbe irreversibile poiché da questa decisione la legge non consente di tornare ai vecchi confini comunali, anche qualora si riscontrasse che, come sosteniamo noi, non ci siano vantaggi per le comunità locali.» spiega Vestri.

Anche la Senatrice della Lega Tiziana Nisini, da poco anche commissario provinciale del partito a Siena, invoca prudenza: «Rispetteremo, come è giusto che sia, il verdetto popolare del referendum, nella speranza che tutti i cittadini possano esprimere un voto libero e consapevole anche degli aspetti negativi di tali fusioni, che ci sono e che non vanno sottovalutati. Allo stato attuale sono salti nel buio che a nostro avviso andrebbero evitati. Tra l’altro voglio ricordare che in tema di risorse questo Governo sta attuando politiche per consentire ai Comuni virtuosi di disporre degli avanzi di bilancio che erano stati bloccati dai precedenti governi. Crediamo che il rilancio economico dei territori come il nostro non passi tanto da questi progetti di fusione, spesso e volentieri utili soltanto a mantenere gli stessi equilibri politici di sempre, quanto da l’introduzione di politiche nazionali, regionali e locali che vadano all’unisono nella direzione di un sensibile abbassamento della pressione fiscale per famiglie ed imprese in modo da consentire al pil di crescere, che consentano lo snellimento del processo burocratico in modo da facilitare lo sviluppo di nuove opportunità per le imprese sul territorio, Non è diminuendo i Comuni  che si fa questo, semmai lo si fa ristabilendo un patto di fiducia reciproca tra istituzioni e comunità locali e questo è possibile solo incrementando le autonomie decisionali regionali e locali. La prova più lampante e vicina ai cittadini dell’inefficienza dell’accentramento istituzionale e burocratico lo si è avuto con il tentativo di abolizione delle Province. Svuotandole di risorse e di competenze ed allontanando così dalle comunità locali il centro decisionale, si è ottenuto che nessuno si occupa più della manutenzione delle strade provinciali, del rischio idrogeologico o del trasporto pubblico locale, solo per fare alcuni esempi. I risultati sono, ahinoi, quotidianamente su ogni tg.»