Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

L’IGP numero 250 è per il panforte di Siena

Per il comparto dolciario senese il primato di registrazioni

SIENA. “Dopo otto secoli, il Panforte di Siena è certificato” commenta in modo sintetico ma che esprime tutto il suo entusiasmo,  il presidente del Consorzio del Panforte di Siena IGP Corsino Corsini.  Un vero successo per il comparto dolciario senese che con questa seconda registrazione – giunta a distanza di tre  anni dopo quella del Ricciarello di Siena avvenuta nel marzo 2010 – ottiene un primato nazionale assoluto (non esistono per  l’Italia altri dolci registrati UE) in un panorama seppure ricco di dolci tradizionali locali o regionali ben noti e apprezzati che ancora non hanno ricevuto l’ambito  riconoscimento europeo. Distretti di dolci tradizionali come quello del Panettone o del Pandoro, hanno  fatto scelte più industriali, mentre  Siena e le sue istituzioni hanno scelto di tutelare un bene comune come è quello rappresentato dai dolci della tradizione senese e ci sono riuscite.

Questo successo è stato accolto  con grande  soddisfazione dalla Provincia, dal  Comune e dalla Camera di Commercio, dalla Fondazione Qualivita  e  dal Comitato per l’IGP del Panforte di Siena, che per quindici anni si sono battuti per vedere riconosciuti questi prodotti la cui storia si intreccia indissolubilmente con la storia della città di Siena, le sue tradizioni e la sua cultura. Questa registrazione rappresenta un momento di gioia, ma soprattutto l’incitamento per investire di nuovo in questo settore.

La registrazione IGP del Panforte di Siena è finalmente una bella notizia per un comparto importante dell’economia della  città del Palio, che nei secoli ha costruito un vero e proprio indotto legato alla produzione di questi dolci. A fasi alterne nella storia della città, la produzione dolciaria si è tradotta  in  consistenti assunzioni stagionali in vista della grande produzione natalizia, abitudine che dettava un po’ i ritmi della città, quando nei mesi di  ottobre e novembre, in  moltissimi andavano  nelle fabbriche per la produzione natalizia. E un importante settore era rappresentato   anche da tutto  l’indotto che nel tempo si è creato intorno al confezionamento, sempre molto curato,  che tradizionalmente era materia di studio per l’istituto d’arte senese, da dove sono usciti i migliori artisti e artigiani che nella loro carriera hanno con orgoglio firmato anche gli incarti poi divenuti “storici” del Panforte.

Questa nuova certificazione  deve comunque poter  rappresentare un punto di partenza per recuperare un distretto trascurato negli ultimi anni, e sulla spinta data dalla  certificazione, costruire su basi diverse, nuove opportunità di rilancio e di occupazione per un territorio in cerca di una diversa identità produttiva.