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Il sindaco Cenni "confessa" tutto alla Polizia

di Augusto Mattioli
SIENA. “Per Siena non vedo un futuro con i vigili in veste di sceriffi e credo che questa non sia la soluzione per nessuna città. Proprio perché il vigile urbano è vicino ai cittadini e svolge anche attività amministrativa e di controllo è giusto non dargli altre mansioni, e mantenerlo come un punto di riferimento ed un efficace strumento  di controllo sociale per l’amministrazione”.
In una lunga intervista concessa  al periodico l’Alfiere edito dal Siulp (uno dei sindacati di polizia con posizioni di sinistra) di Siena, Maurizio Cenni interviene sui temi attuali della sicurezza.
Secondo il sindacoil quale “l’impegno della polizia municipale è da sempre chiaro e trasparente. Così come un sindaco non è un prefetto così un vigile urbano non è un poliziotto: Ognuno deve avere campi distinti  pur coordinandosi assieme”, sottolinea Cenni per  il quale è comunque importante la cooperazione tra vigili urbani e forze dell’ordine. Cenni rispondendo ad una domanda su episodi di violenza verificatisi a Siena (“un impennata di violenza”, sottolinea l’intervistatore), puntualizza che “in genere cerco di non creare climi allarmistici o peggio cavalcare i temi proposti dalla stampa nazionale. Mi piace pesare le parole e verificare i fatti Non userei mai – aggiunge- l’espressione impennata di violenza riferendomi a Siena perché ci sono stati casi di inciviltà e di cattiva convivenza ma, come sappiamo, Siena è una città dove i reati sono in diminuzione e dove la vivibilità è ancora  ai vertici nazionali”.
Il sindaco però riconosce  che “c’è una maggiore inquietudine sociale. I cittadini si sentono meno tranquilli anche a Siena. Un atteggiamento – secondo Cenni – basato non sui fatti concreti relativi alla sicurezza cittadina ma su problematiche di carattere sociale”. E qui il sindaco ricorda la mancanza di una sicurezza economica, di una  capacità da parte del governo “di farci fare prospettive a lungo termine e questo ci fa sentire tutti più insicuri”.
Riguardo al rapporto con gli stranieri e sul pericolo di derive di intolleranza Cenni rileva che “la nostra è e sarà sempre una società solidale e le nostre politiche saranno sempre inclusive” e critica quelle forze politiche che “cercano di radicalizzare  il confronto attraverso l’odio e l’esclusione…. Solo integrando si prevengono i comportamenti devianti o gli scontri, grandi e piccoli  all’interno delle comunità”.