Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Alcoldipendenza, un mondo sommerso che non può essere ignorato

SIENA. Sull’alcoldipendenza c’è ancora tanto sommerso. E’ quanto evidenziato dal summit del CESVOT e promosso dall’Associazione ACAT di Siena che si è svolto venerdì scorso al Santa Maria della Scala in collaborazione col Sert della Asl7 di Siena, i comuni della Zona Zenese, l’amministrazione provinciale, la prefettura, la questura ed alcune associazioni di volontariato e culturali senesi che hanno aderito all’iniziativa.

Dati ISTAT alla mano, in Italia la mortalità per incidente stradale, in particolare, viene stimata come correlata all’uso di alcol per una quota compresa tra il 30% e il 50% del totale. Sempre nel nostro paese, il 31% della popolazione maschile di età media e anziana consuma quotidianamente bevande alcoliche. Il 16% di età compresa tra i 65 e 74 anni ha consumi quotidiani eccedenti ed è persistente la tendenza all’aumento del numero dei consumatori nella fascia di età giovanile indipendentemente dal sesso. Mentre, sempre dati ISTAT alla mano, è alta la percentuale di giovani e giovanissimi con comportamenti di ubriacatura, così come è crescente la percentuale di giovani con problemi alcolcorrelati.

Se pur non entrando nel merito dei dati, il dibattito senese ha voluto affrontare a tutto tondo la problematica circa la diffusione del problema dell’alcol e la difficoltà, tanto da parte dei servizi sociali quanto delle associazioni, nel venire a piena conoscenza e nell’entrare in relazione con un sommerso che si percepisce presente, ma che resta, purtroppo, ancora indefinito. Le motivazioni di tale difficoltà sono molte: la ritrosia ed il pudore da parte delle famiglie nel far emergere situazioni di disagio legate all’alcol; la mancanza di fiducia nella capacità degli operatori a trovare soluzioni alla questione.

L’impegno di tutti è creare una forte integrazione fra tutte le risorse del Territorio deputate alla tutela e promozione della salute al fine di intervenire sulla cultura del fenomeno per riportare l’attenzione sui corretto stili di vita oltrechè di piena coscienza e consapevolezza dei rischi connessi.

Appare, pertanto, quanto mai opportuno avere un quadro di riferimento preciso dei servizi presenti sul territorio e delle istituzioni ed associazioni che operano specificatamente in quest’ambito. Così come è di fondamentale importanza veicolare le informazioni, far conoscere, mettere in rete e coordinare queste risorse nei loro interventi.

In tal senso interviene, di nuovo, il progetto ACAT che si pone, fra i suoi primi obiettivi, quello della creazione di una mappatura dei servizi, delle associazioni, delle istituzioni che lavorano nell’ambito della salute e che entrano in contatto con le problematiche alcolcorrelate.

L’Associazione Club Alcolisti in Trattamento (ACAT, appunto) promuove un corso di sensibilizzazione ai problemi alcolcorrelati e complessi metodologia Hudolin aperto a tutti coloro che sono interessati al problema che si terrà dal 9 all’ 14 marzo p.v. presso la struttura di Abbadia Isola – Monteriggioni. Per informazioni contettare l’ACAT cell. n. 3337139808.