Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Marco Bianciardi, responsabile Federalberghi :

SIENA. “Chinese tourism in Italy: the cultural dimension”. E’ il titolo del workshop internazionale che si terrà a Siena, presso l’Università per Stranieri di Siena, in Piazza Carlo Rosselli, il prossimo 18 novembre, promosso da Istituto Confucio Pisa in collaborazione con Università per Stranieri, Siena, Federalberghi Toscana, La Rochelle Business School, Istituto di Management Scuola Superiore di Sant’Anna, Pisa.

Un numero crescente di regioni in tutta Europa guarda oggi ai flussi – crescenti – di turisti provenienti dalla Cina, ed in particolare alla “seconda fase” di questo fenomeno, come ad un’opportunità importante per sostenere la   crescita dell’industria turistica nonchè per dare una risposta a specifiche criticità. Tutte le analisi di marketing turistico concordano nel mettere in evidenza che è iniziata una nuova fase per i flussi turistici provenienti dalla Cina. Una fase in cui il  viaggio e – dunque il turismo – diventa parte integrante dello stile di vita     delle classi abbienti cinesi, ma non solo, anche  di gruppi sociali        più ampi, in particolare l’emergente classe    media che vive nelle città di secondo e terzo livello: gruppi sociali alla ricerca di nuovi luoghi ed esperienze.

L’Italia e la Toscana sono  tra le maggiori destinazioni turistiche del mondo. Il successo dipende sempre più dalla crescita del flussi provenienti dai paesi “BRIC”. Fino a questo momento,  tuttavia, l’Italia ha accolto solo una quota   molto  modesta dei turisti cinesi che viaggiano all’estero. Una performance che ha le sue radici anche in una ancora modesta consapevolezza delle complessità culturali del turismo cinese e della necessità di meglio comprendere le motivazioni ed i modelli di comportamento di quei potenziali turisti. Questi sono i temi che il workshop internazionale approfondirà con tanti protagonisti.

“Questo essere una prima iniziativa per cominciare a conoscere questo nuovo tipo di turismo – dice Marco Bianciardi, responsabile Federalberghi Siena – Siena, la sua Provincia e la Toscana hanno già di per sé un forte appeal, ma dobbiamo farci trovare preparati, dobbiamo essere noi i primi a capire chi sarà il nostro visitatore. Capire cosa cerca, cosa vuole, cosa si aspetta da noi il turista deve essere la nostra prima preoccupazione per far si che il nostro territorio torni ad essere la prima destinazione scelta da un mercato, come quello cinese, che si prefigura fra i più importanti del turismo mondiale di domani”.

I dati Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Turistico Regionale, elaborati per Toscana Promozione, nei primi 9 mesi del 2011 sono stati oltre 535 mila le presenze di turisti cinesi in Toscana, ossia il 45% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Un dato che conferma il trend positivo iniziato dopo un lungo periodo di stabilità e un forte calo nel 2008, e che ha visto proprio nel 2010 un anno record per quanto riguarda il turismo cinese in Toscana. Lo scorso anno, infatti, sono stati 233 mila gli arrivi di turisti cinesi in Toscana per un totale di 341 mila presenze, pari al 1,6% delle presenze turistiche totali sul territorio regionale. Una percentuale nettamente superiore al dato nazionale (0,8%). Mediamente i turisti cinesi si trattengono 1,5 giorni, un po’ meno del dato italiano: 1,7.

Secondo i dati Global Blue dei primi dieci mesi del 2013, circa il 30% degli acquisti dei turisti del Paese del Dragone viene realizzato in Toscana, un dato che conferma la regione come luogo preferito per lo shopping di questa nazionalità dietro solo la Lombardia. Nel panorama tax free italiano invece, il primato spetta ancora ai Russi, con il 27% del mercato. A trainare l’andamento positivo del Tax Free Shopping nel territorio toscano è la presenza di un’offerta commerciale che ha saputo sfruttare adeguatamente tutti i canali di vendita: gli acquisti si dividono tra i negozi, concentrati fortemente a Firenze, e i diversi outlet della zona. Per quanto riguarda le nazionalità, se i negozi toscani vedono una maggiore uniformità nella ripartizione della spesa (Russi e Cinesi si dividono rispettivamente il 20% e il 19% del business, mentre gli americani il 16%), gli outlet registrano una netta predominanza proprio dei Cinesi, con il 38% degli acquisti.

 

Il programma Alle 9.30 è prevista la registrazione dei partecipanti, successivamente il saluto di Sonia Pallai, assessore al Turismo del Comune di Siena, e di Paolo Corchia, presidente Federalberghi Toscana. A seguire gli interventi di   Alberto         di Minin e di Wu Xueyan, co-direttori dell’Istituto Confucio Pisa. Il programma poi prevede la relazione introduttiva di Nicola Bellini,  Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Rochelle Business Shool, che parlerà di “Toscana e turisti cinesi: la dimensione culturale”. A seguire, la sessione 1 si concentrerà sul presente e sul futuro del turismo cinese con Markus Schuckert, School of Hotel and Tourism Management – Hong Kong Polytechnic University, che illustrerà le “Tendenze del turismo cinese all’estero e strategie di destinazione in Europa”, a seguire Pu Yongjian, Chongqing University, che si soffermerà sul “Turismo cinese nelle città di secondo e terzo livello”. Dunque sarà la volta di Benjamin Taunay, University of Angers, con “La Francia ed i turisti cinesi”. Infine, Magda Antonioli Corigliano, Università Bocconi, illustrerà i “Turisti cinesi in Italia: il ruolo dell’enogastronomia”.  Nel pomeriggio, la sessione 2, con casi ed esperienze sul campo. Interverranno Xiao Fei, General Manager Chongqing Tianya International Travel Service, Peng Tao, Deputy General Manager Chongqing China Travel Service.  Infine, nella sessione 3 si approfondirà il  ruolo della formazione con Anna di Toro,Università per Stranieri di Siena, con la relazione “Insegnare il Cinese per il turismo”. Serena Rovai, La Rochelle Business School, parlerà di tendenze nella formazione al turismo con “Un solo tipo di turista cinese?”. Le conclusione saranno a cura di Monica Barni Rettore Università per Stranieri di Siena.

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