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Trapianti fuori regione per i bambini: la Commissione sanità approva i rimborsi

FIRENZE. “Finalmente i toscani che andranno a fare i trapianti fuori dalla Regione avranno diritto anche ai rimborsi non sanitari. Massima attenzione verso tutti i bambini della Toscana, e le loro famiglie, a cui verranno rimborsate tutte le spese di viaggio e soggiorno necessarie per visite, controlli pre o post trapianto di organo effettuato in qualsiasi regione italiana. Non solo, il rimborso non sarà quantificato in base all’Isee della famiglia ma sarà uguale per tutti”. Così il presidente della commissione Sanità Stefano Scaramelli, commenta soddisfatto il sì unanime della commissione da lui guidata al testo di legge per i rimborsi a coloro che devono affrontare un trapianto fuori dalla Toscana.

Approvato anche l’emendamento presentato da Scaramelli stesso grazie al quale sarà possibile appunto richiedere il rimborso per i bambini già iscritti nella lista nazionale pediatrica o che abbiano intrapreso il percorso finalizzato all’iscrizione. “Quando si tratta di bambini le indicazioni, vista l’età e le loro dimensioni, sono molto diverse rispetto a quelle dell’età adulta. Anche la politica doveva farsi carico e tenere conto delle specificità del trapianto pediatrico – sottolinea il presidente Scaramelli- . Le specificità dei più piccoli risiedono anche nell’impatto emotivo della procedura del trapianto in tutto il tessuto familiare complessivo, già provato, in molti casi, dall’esperienza di malattia cronica fin dai primi giorni di vita. Con la nuova legge la particolare attenzione a tutti gli aspetti clinici, gestionali e psicologici che il servizio sanitario assicura in ogni momento gestionale, sarà accompagnata anche dalla presa in carico della Regione Toscana che, per i bambini e per le proprie famiglie, garantirà anche la copertura dei servizi non sanitari. I casi di bambini chiamati a fare trapianti fuori regione su base annua non superano le 20 unità. Pagheremo tutto a tutti”.

Sarà possibile richiedere il rimborso nel caso in cui la prestazione non sia erogabile in Toscana o il paziente sia iscritto in lista di attesa regionale per un tempo superiore agli standard; al paziente iscritto nella lista regionale per il trapianto di rene che usufruisca della seconda iscrizione in altra lista al di fuori dalla regione; al paziente giudicato non idoneo al trapianto presso un centro toscano. Nel dettaglio il provvedimento intende garantire sostegno economico, attraverso il rimborso delle spese a carattere non sanitario sostenute dai soggetti sottoposti a trapianto, dagli eventuali donatori e dai loro accompagnatori, nel caso in cui i centri toscani non siano in grado di rispondere al bisogno in tempi congrui.

Secondo i dati raccolti dalla Commissione, i cittadini residenti in Toscana sottoposti a trapianto in altre regioni dal 2002 a oggi sono 681. Negli ultimi cinque anni, in media circa 90 persone ogni anno si sono dovute recare fuori Toscana. Sono attualmente 148 le persone in attesa di trapianto fuori regione. Per polmone, fegato, rene e pancreas, i tempi di attesa in Toscana sono inferiori alla media nazionale, diversamente a quanto accade per il cuore. Tre i centri regionali per il trapianto di rene: Pisa, Firenze e Siena, mentre manca un centro di trapianto pediatrico. Anche per il fegato, non c’è in Toscana un programma per il trapianto pediatrico. Per cuore e polmoni, si prospetta la definizione di una lista unica nazionale. La previsione è che l’istituto del rimborso previsto dalla nuova legge interesserà intorno a 900 persone nei prossimi anni. È previsto uno stanziamento di 301mila euro per il 2019 e 362mila euro l’anno per il 2020 e 2021.