Accoglienza migranti: convocata la Commissione regionale Sanità

Il presidente Scaramelli: "Il decreto sicurezza ha determinato una vacatio legis sulla possibilità di offrire assistenza sanitaria a persone presenti nel territorio regionale"

Commissione Sanità Regione Toscana

 FIRENZE. La commissione regionale Sanità e politiche sociali terrà una seduta urgente domani mattina 10 gennaio alle 12, per l’esame della proposta di legge recante disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana. La proposta di legge, di recente approvata dalla Giunta regionale, introduce modifiche alla legge regionale 41 del 2005 (Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale) e alla legge regionale 29 del 2009, (Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana). Ad annunciare la seduta d’urgenza è stato il presidente della commissione Stefano Scaramelli (Pd), nel corso dei lavori di questa mattina.

“Siamo di fronte a un provvedimento che ha caratteristiche di priorità e di urgenza – ha spiegato Scaramelli –. A seguito dell’approvazione del decreto sicurezza, sul quale la Regione Toscana ha annunciato ricorso alla Consulta, da parte del Governo nazionale, si è determinata una vacatio legis, riguardo alla possibilità di offrire assistenza sanitaria nei confronti di persone presenti nel territorio regionale: al momento il provvedimento impedisce a molti operatori di intervenire in termini sanitari, assistenziali e umanitari. La convocazione con 24 ore di anticipo rientra nelle prerogative del presidente, ho condiviso la decisione con l’ufficio di presidenza della commissione (del quale fanno parte Paolo Sarti, Sì-Toscana a sinistra, e Paolo Bambagioni, Pd, ndr). Si tratta di una assunzione di responsabilità di cui mi faccio carico volentieri”, ha concluso Scaramelli.

Nel corso della seduta di questa mattina, la commissione ha avviato l’iter per la definizione del programma per la realizzazione di una indagine conoscitiva richiesta dal portavoce dell’opposizione Jacopo Alberti (Lega), sull’esercizio dell’attività intramoenia. “Si tratta di una prerogativa che compete al portavoce dell’opposizione – ha spiegato Jacopo Alberti –: ha diritto ad attivare due indagini conoscitive ogni anno. Lo spirito della richiesta è dettato dalla polemica continua sull’intramoenia, che va avanti da mesi. È il momento opportuno, per questa commissione, di affrontare il tema, analizzare la situazione, definire un programma di lavoro attraverso consultazioni, audizioni di personale medico, forze sindacali e, auspicabilmente, mettere a punto suggerimenti e proposte correttive che possano essere di pubblica utilità”. Uno “spirito propositivo”, accolto dal presidente e dalla commissione, “anche se oggi non è più all’ordine del giorno una questione politica sull’attività intramoenia”, ha osservato Scaramelli. “Ho già avuto modo, come presidente di questa commissione e insieme al gruppo politico al quale appartengo, di chiarire apertamente che non siamo intenzionati a varare una legge di modifica all’attuale normativa”. L’indagine conoscitiva “può comunque portare a nuove conoscenze, non a caso abbiamo già dato mandato all’Agenzia regionale di sanità, che dovrà fornirci un quadro generale e dati aggiornati sul tema. Il programma sarà definito e varato dalla commissione nella seduta del 23 gennaio”.

Sempre nella seduta di questa mattina, è stata esaminata la mozione presentata dal Movimento 5 stelle in merito all’eventualità “che il reparto di medicina nucleare di Massa venga spostato all’ospedale Versilia”. La mozione è stata ritirata dal consigliere Andrea Quartini (M5s, che l’aveva firmata insieme a Giacomo Giannarelli) a seguito dell’audizione di Ilaria Lombardi, funzionaria della Regione: “Il trasferimento non è neanche previsto negli atti di programmazione, nel Pal (il piano attuativo locale, ndr) della zona nord-ovest, come ci ha confermato ieri, per la direzione aziendale, Mauro Maccari”, ha detto Lombardi. La risposta è stata accompagnata dalla disponibilità dei commissari della maggioranza, a vigilare che non emergano novità discordanti. “Oggi in questa commissione è stato sancito che non esiste un’ipotesi di trasferimento della medicina nucleare in altra sede rispetto all’area delle Apuane”, ha osservato Quartini. “Se si modificasse qualcosa, la commissione dovrà essere attenta, disponibile a riconoscere questa eccellenza e sostenerne la permanenza in quell’area”.