Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Son due mesi che a Fukushima…

La sete di potere passa sopra alla sicurezza del genere umano

di LEXDC

SIENA. Il giorno 11 sono due mesi dal terremoto che provocò la distruzione della centrale di Fukushima, che tutti abbiamo seguito col fiato sospeso per i suoi “effetti collaterali” invisibili e imprevedibili. Infatti oggi veniamo a conoscenza che tra questi ci sono anche problemi NON PIU’ NASCONDIBILI dal governo nipponico alla vicina centrale di Tsugura, venuti fuori a distanza di tempo, con “perdita grave di sostanze radioattive dalle barre di combustibile” per rimanere alle dichiarazioni ufficiali. L’azione disinformativa del governo si è manifestata con la proibizione fatta a Greenpeace a condurre monitoraggi della radioattività in mare nei pressi della centrale, ma di trasferirsi a 50 km fuori dalle acque territoriali nipponiche. Paura dei risultati, ovviamente, visto che i risultati dei campioni raccolti dalla compagnia elettrica Tepco, proprietaria della centrale nucleare, nel Pacifico ad una distanza di 10/15 chilometri dalla costa contengono Cesio 137 a livelli 600 volte superiori a quelli rilevati fino ad oggi, e sono dati ufficiali. Intanto anche dalla televisione italiana sono stati diffusi filmati video che darebbero l’idea, mostrandoci la presenza di personale tecnico nell’area contaminata dentro il reattore, che gli esseri umani riescano a riprendere il controllo della situazione.

Evidentemente il tono rassicurante è proprio delle comunicazioni ufficiali. Se vi collegate a www.isprambiente.gov.it potete leggere una lunga e dettagliata relazione consolatoria sugli avvenimenti giapponesi e delle buone intenzioni delle autorità di riprendere il controllo della situazione. Perlomeno concludono l’analisi con la relazione sulla situazione della radioattività in Italia al 5 maggio: “I valori riscontrati non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.”

Intanto i commenti al dibattito “Nucleare si o no” stanno prendendo un carattere escatologico. La prova generale generata da un terremoto, che ha provocato uno tsunami, che ha provocato la distruzione di una centrale nucleare, con centinaia di chilometri quadrati intorno difficilmente riutilizzabili dall’uomo non si sa per quanti secoli, con le barre di uranio in fusione incontrollabile, con il rischio che il vento e le piogge propaghino la radioattività per ogni dove, costringendo masse di popolazione alla fuga e distruggendo i sistemi economici dei paesi, cosicché non ci sia più abbastanza da vivere per tutti, con conseguenti guerre di sopravvivenza… Ecco l’anticamera del caos. E cosa succederebbe ai piccoli uomini che hanno le chiavi delle migliaia di bombe atomiche che potrebbero cancellare il genere umano dalla faccia della Terra? Possibile che l’era nucleare ci abbia condannati a uno sterminio rimandabile ma inevitabile? Il Giappone ci dice una verità sacrosanta: un mostro nucleare esiste, ed è stato affidato a uomini che hanno una tale sete di denaro che sono disposti a passare sopra la sicurezza anche personale, ai costi che generano la prudenza e le regole, e che le centrali nucleari sono vere fabbriche della morte, quella morte invisibile che avvelena e deforma in silenzio, proprio come la sete di denaro. Valori civili, valori laici e non solo religiosi, quindi condivisibili da tutti. Tutti, tranne quelli che vivono di potere e per il potere, uno stile di vita a cui non resiste nessuno.

L’Unione Europea ha deciso di mettere sotto “stress test” le centrali nucleari del continente, ma sui criteri da seguire Francia e Gran Bretagna hanno chiesto di essere larghi di maniche, evidentemente hanno paura dei risultati, che oltre a chiudere impianti obsoleti provocherebbero danni rilevanti al comparto energetico nazionale e costringerebbero la popolazione a rimodulare il proprio stile di vita. Infatti, prima i soldi! Secondo le annotazioni della Suddeutsche Zeitung, quotidiano tedesco, i test di sicurezza riguarderanno soltanto casi di catastrofi naturali, come terremoti, inondazioni o variazioni violente di temperatura, e non eventi umani, come cadute di aerei o errori di manipolazione del materiale radioattivo e sono addirittura esclusi i difetti strutturali. In Francia ben 49 reattori sui 58 attualmente in funzione hanno almeno venti anni di vita, e il più vecchio ne ha 33. In Gran Bretagna il reattore più recente è entrato in funzione nel 1989! Naturalmente il Forum Nucleare Italiano ben si accoda agli accordi di potere all’interno della Comunità Europea, dove la voce dell’Italia, insieme all’Austria unici stati importanti a non avere centrali nucleari, dovrebbe salire alta e forte, e invece siamo in balia di una lobby senza capo né coda che sopravvive di stenti cercando di farci subire una nuova era nucleare, referendum permettendo.