Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

“Rinnovabili: stanno facendo le leggi giuste?”

Il Comitato Salute e Ambiente ha presentato, nei termini di legge, le osservazioni sulla Proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima evidenziando gravi lacune

di Carlo Leoni

VITERBO. L’adozione nel 2013 della “Strategia europea di Adattamento al Cambiamento Climatico” ha dato l’impulso ai Paesi Europei a dotarsi di una Strategia nazionale in materia.

Con Decreto del Ministero dell’Ambiente del 16 giugno 2015 è stata del approvata la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici; di conseguenza il Ministero dello Sviluppo economico ha presentato in Commissione Europea la Proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e, insieme al Ministero dell’Ambiente e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno elaborato il Piano nazionale integrato per l’energia e per il clima 2030 (link di riferimento: https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Proposta_di_Piano_Nazionale_Integrato_per_Energia_e_il_Clima_Italiano.pdf).

E’ una grande iniziativa che parte dalla volontà comune di ridurre i cambiamenti climatici attraverso la dismissione delle fonti inquinanti e l’adozione delle energie rinnovabili, se non fosse che i proponenti si sono dimenticati di osservare alcuni princìpi fondamentali che la riguardano.

Partendo dall’analisi di:

  • articolo 32 della Costituzione Italiana in cui si enuncia che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…..”,

  • articolo 13 comma 4 della legge n°152 del 2006 nel quale cui si fa riferimento ad un ALLEGATO VI – Contenuti del Rapporto ambientale di cui all’articolo 13 (allegato ricco di indicazioni, informazioni e spiegazioni su ambiente, compresi aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua, l’aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio),

confrontandoli con la bozza che è stata presentata dal Governo Italiano all’Unione Europea si intuisce con molta chiarezza che ci si è dimenticato di qualcosa di importante.

Il Comitato Salute e Ambiente ha presentato, nei termini di legge, le osservazioni sulla Proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima evidenziando queste gravi lacune ed esortando i legislatori a riformulare ex-nuovo la proposta stessa.

La domanda che i componenti del Comitato si sono fatti è la seguente:

“Quando si parla di Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici ci si può dimenticare della tutela dell’ambiente, della popolazione, della flora e della fauna, del patrimonio culturale? ”

In un cambiamento climatico il fattore determinante è l’inquinamento; per cui è importante attuare una strategia di decarbonizzazione in favore delle energie rinnovabili.

E’ altresì importante trovare strumenti che preservino la natura (fattore primario della sopravvivenza del nostro pianeta), gli animali, la flora e il genere umano.

In Italia esistono strumenti legislativi che impartiscono le regole per progettare questo cambiamento, ma è possibile che i governanti, assieme ai soggetti competenti in ambiente, si siano dimenticati di consultarli?

Ci viene da pensare: se rivoluzioniamo il pianeta con energie rinnovabili senza tutelare la salute (della sfera umana, animale e vegetale) che genere di cambiamento andremo ad attuare?

Se queste proposte diventano Legge, una energia rinnovabile (magari nociva o, addirittura, pericolosa) per esempio, si potrebbe utilizzare, perché nei princìpi fondamentali della Legge stessa non sarebbero stati inseriti gli strumenti per la tutela della salute.

E poi a chi verrebbe attribuita la responsabilità dei danni arrecati?

  • Ai Ministeri?

  • Al Governo?

  • Agli Enti Pubblici?

  • Ai soggetti competenti in materia ambientale?

  • Alle associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero dell’Ambiente?

  • La Proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) sopra esposta è la stessa che hanno presentato all’Unione Eurpoea? Se si, la Commissione stessa cosa avrà risposto?

Basta ripercorrere a ritroso il nostro recente passato nel quale, non molti anni fa, si utilizzava l’amianto, materiale dalle prodigiose proprietà fisiche e termiche, senza sapere che in un futuro prossimo molte persone sarebbero morte proprio a causa della pericolosità dell’amianto stesso. Questo per citare uno dei molti esempi che dovrebbe esserci di insegnamento per non incorrere nuovamente in clamorosi errori FATALI.

Invitiamo i cittadini, i comitati, le associazioni, le aziende, chiunque ami e voglia difendere la salute, il territorio, le sue bellezze, il paesaggio, l’acqua potabile, i prodotti DOC, DOP a riflettere sul tema esposto.

È necessario organizzare e coordinare varie iniziative, essere più efficaci nelle azioni da intraprendere e superare la scarsa e tardiva informazione su questi temi.