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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Pit della Regione: esperti a confronto in Valdelsa

La locandina del convegno

La locandina del convegno

COLLE VAL D’ELSA. Mercoledì (26 novembre) a Colle sarà anche l’occasione per l’Ordine degli Architetti, il Collegio dei Geometri e quello dei Periti industriali di spiegare i motivi del loro ricorso al Tar contro il Piano di indirizzo territoriale toscano Alessandro Ceccherini: “Da parte della Regione c’è stata la completa assenza di dialogo con le professioni” Continua a far discutere anche nel Senese il Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano paesaggistico adottato dalla Regione Toscana.

Mercoledì mattina al Teatro del Popolo, si sono dati appuntamento architetti, geometri, periti industriali e agronomi della provincia senese per un convegno organizzato dai rispettivi ordini e collegi professionali. L’occasione per fare il punto sul Piano che secondo i professionisti è particolarmente complesso ed articolato, difficilmente leggibile nell’immediato. Nel corso delle ultime settimane si è acceso un forte dibattito in tutta la regione e in provincia di Siena l’Ordine degli architetti Ppc, Collegio dei Geometri e Collegio dei Periti industriali sono passati all’azione presentando un ricorso al Tar. Ai professionisti non piace che le decisioni vengano imposte dall’alto senza un preventivo e approfondito confronto diretto con cittadini, istituzioni, associazioni di categoria e ordini professionali. Il convegno di mercoledì (che si terrà dalle ore 8,30 alle 14) vuole entrare nel merito dei contenuti del Pit/Ppr, grazie all’intervento di vari relatori che hanno studiato a fondo la materia. All’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Colle Valdelsa, gli organizzatori hanno invitato anche le istituzioni del territorio in modo da favorire un confronto con gli amministratori locali. “La nostra categoria – spiega Alessandro Ceccherini, presidente dell’Ordine degli architetti di Siena – da anni sta promuovendo un sistema di regole urbanistiche e di incentivi per rigenerazione urbana, riuso e ristrutturazioni, per la valorizzazione e la tutela del territorio. Quindi abbiamo lo stesso obiettivo della Regione. Il problema nasce da come è stato concepito il Pit e come potrà poi questo strumento agire nella realtà quotidiana. Un Pit costituito da 3500 pagine, a dir poco di difficile comprensione, crea un’ulteriore complicazione procedurale burocratica. Gli obiettivi del Pit di noi architetti sono i medesimi ma è come si raggiungono che ci separa profondamente e nel convegno di mercoledì spiegheremo le nostre osservazioni. Da parte della Regione – evidenzia ancora il presidente – c’è stata la completa assenza di dialogo con le professioni, in particolare con architetti, paesaggisti e pianificatori, che dovrebbero essere invece, insieme alle altre professioni, l’intellighenzia con cui le istituzioni dovrebbero dialogare per prime”.