Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Una pistola puntata su Vertine

Vertine (Foto di Andrea Pagliantini)

di Andrea Pagliantini

GAIOLE IN CHIANTI. Vertine è un borgo fortificato, edificato intorno all’anno mille, che le migliaia di persone lo visitano hanno definito “Il salotto buono del Chianti”. Comune di Gaiole in Chianti, provincia di Siena.

Ed è in virtù della sua posizione, bellezza e rilevanza, che questo minuscolo paese ora abitato da 20 persone, subisce e continua a subire attrazione, ma anche velleità che ne mettono a rischio il profilo e l’identità.

Edificazioni e stravolgimenti dell’assetto paesaggistico di questo bene tutelato dal vincolo monumentale, nel corso degli anni sono stati sventati, alcuni invece sono stati messi in atto, come la monumentale, mal incastrata e brutta cantina di San Donato in Perano, non priva di lunghi strascichi giudiziari e la fresca installazione (novembre 2015) di una vasca idromassaggio posta a ridosso della torre e della chiesa millenarie (ceduta la chiesa dal vescovo di Fiesole a privati fra lo stupore generale) luogo di una strage nazista consumata il 17 luglio 1944 dove persero la vita 5 persone e vi furono 15 feriti.

Ma è di questi giorni la notizia che la Soprintendenza di Siena ha autorizzato la costruzione di una cantina a ridosso del paese, in un’area priva di strade e collegamenti, in uno scoglio verde che mette ancora più in risalto la bellezza panoramica distesa di Vertine.

Una struttura di 350 mq che già per le sue dimensioni lascia intendere che non sarà mai funzionale, ma ben stretta per un’azienda che nei terreni di proprietà dovrebbe avere 15 ettari di vigna, anche se, allo stato attuale questi terreni non ospitano le radici di una sola vite.

La costruzione ha più lo scopo di essere di valore per la vicinanza al borgo di Vertine, che per un ruolo pratico e operativo nella produzione di vino. L’azienda che vuole edificare la cantina è di proprietà della famiglia Beretta, produttrice di armi.

Se la Soprintendenza fornisce il benestare alla messa in opera di un qualsiasi progetto, i comuni non si oppongono, o ritengono di non avere gli strumenti per contrastare tali richieste, specie se provengono da gruppi o privati con tale nome e potenza.

Affinchè venga salvaguardata e rispettata un’area di così notevole pregio paesaggistico e culturale, tutelato dal vincolo monumentale, i Costituenti, in un’Italia devastata dalla guerra e dalle macerie, si posero il problema di tutelare la nostra storia e il nostro paesaggio con un apposito articolo della nostra bellissima Costituzione: il numero 9, fatto affinchè anche un piccolo borgo come Vertine sia coccolato e protetto, lasciato per le generazioni future.