Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Il danno ai ponti è dovuto alla subsidenza provocata dalla geotermia?

Non si sa se e quali contatti siano stati avviati tra l’Enel e la Provincia per il ponte sulla Cassia

di Fabrizio Pinzuti

AMIATA – Non è solita favoletta della Cina che arriva prima di tutti o passa avanti a tutti. La ristrutturazione del Sanyuam Bridge, uno dei principali cavalcavia sul tratto nord-orientale del terzo raccordo anulare di Pechino, è stata eseguita in meno di 2 (ripetesi due) giorni: iniziata alle ore 11 del 13 novembre scorso, è stata eseguita in 43 ore. E non si trattato di un ponte tipo “Bailey”, opera di origine militare realizzata con elementi modulari, in genere travi reticolari in acciaio ed impalcati con assi di legno, che ne permettono una grande velocità di montaggio e smontaggio. Oltre 1.300 tonnellate di nuova pavimentazione per il ponte sono state trasportate al cantiere per sostituire la vecchia superficie. Da noi invece alcuni lavori stradali durano mesi, se non addirittura anni, e ce ne sono altri per i quali si parla di tempi biblici. Ancora silenzio di tomba, per esempio, sul ponte crollato tra Gallina e Pienza e fracasso assordante invece per quello danneggiato sulla Cassia, subito dopo il bivio per Radicofani in direzione nord, ma ancora chiuso al traffico. A proposito di quest’ultimo, c’è qualcuno che si chiede perché Enel Green Power non abbia offerto il proprio contributo per la ricostruzione o riparazione, analogamente a quanto avvenuto per il ponte provvisorio, sempre sul fiume Paglia ma più a sud, in località Casa Del Corto, subito dopo il bivio che immette sulla provinciale per Piancastagnaio, occasione questa in cui il colosso dell’energia cedette in comodato d’uso gratuito dodici tubazioni di acciaio (http://www.lavaldichiana.it/fiume-paglia-enel-green-power/). Non si sa se e quali contatti siano stati avviati tra l’Enel e la Provincia per il ponte sulla Cassia, ma sembrerebbero persistere tutte le condizioni e i presupposti per cui il presidente di Enel Green Power Massimo Montemaggi spiegò l’opportunità dell’intervento per il ponte sulla provinciale: “Abbiamo accettato la richiesta della Provincia di Siena perché vogliamo contribuire alla riapertura della strada, confermando il nostro impegno per la crescita energetica dei territori geotermici, ma anche un’attenzione costante al loro sviluppo complessivo che passa dalla realizzazione di infrastrutture adeguate e la gestione di situazioni di emergenza come quella del ponte sul Fiume Paglia la cui soluzione, se pur temporanea, si è resa possibile dalla proficua collaborazione tra Istituzioni e Aziende”. A taluni l’intervento dell’Enel sembra invece necessario non tanto perché la viabilità in Amiata è soggetta al traffico pesante legato alle attività dell’Enel, quanto perché il danneggiamento di tutti e due i ponti, quello sulla Cassia e quello sulla provinciale, potrebbe essere collegato al fenomeno della subsidenza, ossia al movimento di abbassamento verticale della superficie terrestre, da molti studiosi collegato all’attività geotermica.  E’ questo uno dei tanti aspetti toccati nel corso della giornata di studio alla Camera del 5 novembre scorso dal geologo e vulcanologo Andrea Borgia, con tutte le spiegazioni tecnico-scientifiche del caso.