Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Il caso dell’elettrodotto da Cavriglia ad Arezzo. La protesta dei cittadini potrebbe vincere

Gli obblighi di legge per pubblicizzare le iniziative che impattano sul territorio e sulla vita dei cittadini non sono sufficienti per fare arrivare la necessaria informazione

di LEXDC SIENA

SIRNA. Terna vuole realizzare un elettrodotto che porti l’energia elettrica da Cavriglia ad Arezzo. Nel 2010 il gestore della rete elettrica nazionale modifica un vecchio progetto che sembra ora scomparso nel nulla, su un tracciato del tutto nuovo per far passare le linee ad alta tensione.
“Tale progetto –sostengono quelli dell’Associazione della Valdambra che si oppongono al progetto – presenta delle criticità ben superiori al precedente che per brevità si riassumono qui di seguito: 1.Una nuova stazione elettrica a Monte San Savino da cui partirebbero ben 4 linee ad alta tensione che successivamente si dividono andando due in direzione San Pancrazio-Bucine-Santa Barbara e due in direzione Pietrafitta passando ad una distanza tale da distruggere un’ampia zona di mezza pianura;
2.Le due linee percorrendo sempre zone collinari arrivano verso il comune di Bucine in prossimità del borgo di Rapale e attraversando la 540 della Valdambra passano da poderi quali La Selva-Casa Vittoria-Casa Cornacchi-Giusterna etc. proseguendo praticamente verso Cavriglia attraversando aree boscate incontaminate senza viabilità di servizio per chilometri e chilometri (almeno 35) passando sui crinali e facendo un giro tortuoso.”

Come di consueto la pubblica amministrazione attraverso il comune di Bucine e la stessa Terna sono state reticenti a mettere a disposizione della popolazione elaborati tecnici, sia in forma digitale che cartacea, di una realizzazione che, lambendo anche la provincia di Siena, avrà un impatto ambientale disastroso per tutta la Valdambra, perchè porterà al disboscamento di interi crinali fino a Badia a Coltibuono. Tanto da mettere in pericolo anche la realizzazione dell’ambizioso progetto della nostra Provincia “Siena carbon free 2015” che si basa sull’assunto dell’esistenza di tanta natura che ricicla il CO2 da rendere zero il totale delle emissioni di anidride carbonica, già minacciato dal riempimento della valle del Riluogo con nuove costruzioni che attireranno traffico aggiuntivo e dalla “Città dell’Arbia” che trasformerà in centro urbano di palazzoni di periferia una valle punteggiata di abitazioni di altre epoche. Anche se qualcuno potrà obbiettare che il nuvo Stadio non si farà mai.
Ci interessa sottolineare, in questo caso come in altri che ci riguardano Siena più da vicino, che gli obblighi di legge per pubblicizzare le iniziative che impattano sul territorio e sulla vita dei cittadini evidentemente non disattesi dagli enti, non sono sufficienti per fare arrivare la necessaria informazione ai cittadini. Nel caso specifico si parla dell’elettrodotto da due anni, ma i cittadini di Cavriglia e Bucine lo hanno realmente saputo quasi all’ultimo momento.
E ora il casino informativo lo sta facendo il comitato nato spontaneamente a Bucine, e la vicenda del nuovo elettrodotto sta diventando un affare politico a livello regionale. Ed è stata proprio la Regione Toscana a scrivere a due Ministri, quello dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali, sollevando numerose perplessità circa l’impatto ambientale del progetto e la devastazione del territorio. «O ascoltano le nostre richieste o così come sono progettati, almeno per quanto riguarda la Regione, quei tralicci non si faranno», è decisa l’assessore all’ambiente toscana Anna Rita Bramerini. Sappiamo tutti come le buone intenzioni della regione spesso rimangano tali, ma sembra proprio che a Firenze se ne siano accorti solo ora e che vogliano prendere provvedimenti. Quando si dice dell’informazione…
Si svolgerà domenica (6 febbraio) alle 9, presso il cinema-teatro di Ambra, la 1′ assemblea pubblica del “Comitato alta tensione”, formato da cittadini che si battono contro la realizzazione del nuovo elettrodotto da 380 kv Monte San Savino-Cavriglia.