Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il basilico geotermico "verde"

Si coltiva in una cooperativa a Radicondoli

di Lucia Antonelli e Giorgio Mancini

RADICONDOLI. Il basilico (Ocimum basilicum) la pianta aromatica le cui foglie sono molto apprezzate e utili in cucina, a Radicondoli viene prodotto con l’aiuto “essenziale” della geotermia, in serre riscaldate dall’utilizzo della risorsa endogena.

Protagonista del progetto, che ormai è una realtà, è il Co.Svi.G. – Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche – una società consortile nata nel 1988, costituita da enti locali pubblici: Comuni, Province, Comunità Montane e Unioni dei Comuni che ne detengono interamente il capitale, e che opera nelle zone delle aree geotermiche della Toscana.

Da qui è nato anche un progetto, quello della Comunità del cibo ad energia pulita, dove si è sviluppata l’applicazione delle fonti rinnovabili in agricoltura per la produzione di cibo con certificazione eco-compatibile, dando vita a prodotti alimentari d’eccellenza, grazie alle energie da fonti rinnovabili, in quei luoghi dove si produce e si ottiene l’energia dalle forze della natura.

Terre toscane dove la risorsa geotermica non manca e può venire utilizzata direttamente anche in agricoltura. Insieme a Slow Food e Fondazione Slow Food per la Biodiversità, il Cosvig ha costituito la prima Comunità Mondiale del Cibo ad Energia Rinnovabile, in cui le aziende nel ciclo produttivo utilizzano energia “verde”.

Il progetto è fondato sul principio della salvaguardia ambientale e dell’utilizzo delle energie rinnovabili all’interno del proprio processo produttivo, ed è andato così a concretizzarsi – un esempio di eccellenza a livello mondiale – nella promozione di metodi di sviluppo sostenibile.

Si possono produrre così foraggi di particolare valore per animali con caratteristiche specifiche, come i cavalli da corsa, ma soprattutto si producono, con stalle e laboratori riscaldati, tipici prodotti caseari – dai formaggi ai prosciutti di cinta senese, dalle marmellate al basilico coltivato sotto le serre scaldate dal vapore endogeno, allestite da cooperative agricole, come la “Parvus Flos” che, insieme al basilico, che ha bisogno di calore, produce anche un ottimo pesto.

A raccontare e descrivere tutto quanto è Sergio Chiacchella, il direttore del Cosvig, incontrato alla fiera delle fonti rinnovabili “Energethica”, svoltasi a Firenze alla Fortezza da Basso. “E’ importante  promuovere  queste esperienze imprenditoriali che coltivano e producono  – spiega Chiacchella – prodotti che si sposano con la cultura delle energie rinnovabili, e caratterizzano un mercato che ha la priorità della sostenibilità ambientale, utilizzando le energie rinnovabili all’interno del proprio processo produttivo e la conseguente distribuzione”. Il basilico coltivato nelle serre della cooperativa “Parvus Flos” di Radicondoli – è sempre Chiacchella a darne notizia – finisce sugli scaffali della più grande distribuzione cooperativistica dell’Italia centrale. Si trova piantato nei piccoli vasi, in mazzetti di foglie dentro le vaschette sotto vuoto, o trasformato in ottimo pesto.

E’ da questo felice connubio tra produzione agricola, floricolturistica e vivaistica termoriscaldata,  grazie alla geotermia, fonte energetica rinnovabile, che arriva sulle nostre tavole il “basilico geotermico pulito”, dando vita a una filiera geotermica toscana.

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Copyright © foto di  giorgio mancini