Gli ambientalisti protestano contro il Consorzio di Bonifica

Non concordano sulla gestione dei torrenti da parte della Regione e dell'ente

IENA. Oggi, 8 Dicembre 2018 a Siena il Coordinamento per la Difesa dei Fiumi Naturali in Terre di Siena si è ritrovato in Piazza Postierla per un presidio informativo molto partecipato al quale hanno preso parte circa 50 persone. Durante il presidio sono stati distribuiti oltre mille volantini, si è parlato a lungo al megafono denunciando gli scempi ambientali operati dal Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud e dal Genio Civile Regionale. Una dura condanna unanime è venuta dai partecipanti nei confronti del Presidente della regione Rossi e nei confronti delle politiche miopi ed antiscientifiche operate negli ultimi anni lungo fiumi e torrenti di Siena e Provincia. Molto è stato l’interesse mostrato dai passanti, che in alcuni casi si sono fermati ed hanno partecipato per alcuni minuti al presidio. Tra i manifestanti vi erano alcuni docenti e ricercatori dell’Università degli studi di Siena che da tempo si battono per una corretta gestione fluviale e per la salvaguardia della biodiversità e dei geositi (luoghi di grande valore scientifico geologico). Tra le molte realtà cittadine e le associazioni partecipanti vi sono stati WWF Siena, Legambiente Siena, CAI – Club Alpino Italiano Sezione di Siena, Italia Nostra Siena, Coordinamento Merse, Comitato Amici del Crevole, Comitato per la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente di Buonconvento, GAS il Melograno, Associazione Mosca Club, Associazione Tartuficoltori Senesi, ISDE (Medici per l’Ambiente di Siena).

A seguito del presidio i manifestanti hanno raggiunto alla spicciolata la sede del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud presso Pian delle Fornaci e qui hanno inscenato un flash mob nel quale con abbigliamento natalizio hanno realizzato di fronte all’ingresso del Consorzio un albero di Natale di segatura, cippato e resti morti di alberi, augurando così ironicamente buon Natale a coloro che sono reputati responsabili della distruzione dei fiumi e torrenti al solo scopo di alimentare l’industria delle biomasse.

Le associazioni hanno unanimemente dichiarato che lo stato di mobilitazione permanente si protrarrà fino a quando non cesseranno questo tipo di interventi, e si dicono pronte a proseguire la mobilitazione durante tutto il 2019. Le associazioni hanno inoltre espresso la volontà di riunirsi a breve per decidere i passi futuri