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Gestione dei fiumi: la CE bacchetta la Regione Toscana

L'assessore regionale Fratoni risponde alle cartoline ironiche inviate dal WWF

di Annalisa Coppolaro
 
MONTERONI D’ARBIA. La Commissione Europea bacchetta la Regione Toscana sulla gestione dei fiumi nel proprio territorio e risponde ad una interrogazione presentata in novembre, confermando il valore delle proteste portate avanti da varie associazioni contro la gestione fluviale. Il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud appoggiato nel suo operato dalla Regione Toscana e dal Genio Civile era al centro del presidio dell’8 dicembre a cui è seguito un invio di cartoline natalizie ironiche da parte di WWF Siena, Legambiente Siena, CAI – Club Alpino Italiano Sezione di Siena, Italia Nostra Siena, Coordinamento Merse, Comitato Amici del Crevole, GAS il Melograno e Associazione Mosca Club, ISDE (Medici per l’Ambiente di Siena) . ”Auguri” mandati a molte istituzioni con immagini inquietanti dei fiumi Arbia, Stile, Rosia e Serlate, dove il Consorzio di Bonifica ha effettuato interventi drastici cancellando ambienti bellissimi e naturali e, nel caso del Serlate, compromettendo una tartufaia ventennale. ”Le rive dei nostri fiumi sono state spesso private di alberi perfettamente in salute, tagliati selvaggiamente con il pretesto della ”prevenzione delle alluvioni” –  dichiarano associazioni quali il WWF Toscana 
Quello che contestano tali associazioni ma anche settori dell’università senese è peraltro l’approccio tecnico degli interventi nei nostri corsi d’acqua effettuati dal Consorzio di Bonifica, non solo per la salvaguardia del territorio ma anche per la sicurezza idrogeologica. E ora, a conferma delle preoccupazioni  sulla gestione fluviale, è giunta la risposta della Commissione Europea ad una interrogazione (riferimento E-004451/2018) presentata  dall’europarlamentare Laura Agea (M5S) sul caso dei progetti di 19 briglie (sbarramenti in pietra e calcestruzzo) ai torrenti di Murlo. Tali progetti erano stati approvati dagli enti competenti nelle sedute delle conferenze dei servizi, senza essere stati preventivamente sottoposti a verifica di assoggettabilità a V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) di competenza regionale, che la legge prescrive per tutte quelle opere di regolazione dei corsi d’acqua (D. Lgs. 152/2006 art. 20).

La valutazione ambientale era un presupposto per l’ammissibilità come specificato al punto 5.3 del Bando della Sottomisura 8.3 e i due progetti non avrebbero quindi dovuto essere ammessi a finanziamento. 

Nel frattempo, in gennaio arriva anche la risposta della Regione Toscana alle ”famose” cartoline, nella persona dell’assessore Federica Fratoni,  minimizzando gli interventi e facendo rientrare tutto nei limiti della legge puntualizzando che: ”si è investito molto nella manutenzione dei corsi d’acqua in maniera organica e sistematica, attraverso un ente pubblico economico amministrato da privati consorziati, in un sodalizio che vede insieme la parte pubblica e quella privata, con la fusione delle competenze della bonifica montana con quelle della bonifica più tradizionale” scrive Fratoni, e prosegue: “Senza voler entrare in questioni “tecniche” ricordo che gli interventi messi in campo appartengono alla buona pratica delle manutenzioni dei corsi d’acqua così come definiti dalle norme, dalle varie delibere di giunta regionale, dalle circolari o da indicazioni degli uffici, nel rispetto dell’attuale diciplina nazionale e regionale in materia”.
. L’interrogazione europea evidenzia però che la Regione Toscana sembra voler continuare a escludere dalla VIA molte opere idrauliche impattanti, come emerge chiaramente nella delibera di Giunta Regionale n.142 del 19/02/2018.
La risposta della Commissione Europea quindi non lascia dubbi dichiarando che questa certificazione era essenziale per gli interventi in oggetto. Il comitato Amici del Crevole esprime la propria preoccupazione, ed afferma:  “se la risposta della UE   conferma in maniera definitiva che i progetti ormai arrestati dal nostro operato mancavano di normative fondamentali, rimane comunque il dubbio su chissà quali altri progetti che sono invece stati realizzati senza questi controlli e normative”.