Geotermia: Nogesi e MD contro l’accordo Rossi-Enel

"No alla monetizzazione della salute!"

AMIATA. Da Nogesi e Medicina Democratica riceviamo e pubblichiamo.

“L’edizione del “Tirreno” del 7.07.18 ci dà notizia delle intenzioni del presidente Rossi di spillare più quattrini all’Enel per la geotermia nell’Alta Val di Cecina e nell’Amiata. Secondo il giornale l’accordo sarebbe vicino.

Le intenzioni del “mercante in fiera” Enrico Rossi, verso la scadenza del suo doppio mandato, sono abbastanza trasparenti: monetizzare la salute della popolazione, tentando di dividere popolazioni buone (quelle della zona geotermica nord, acquiescenti ai disastri della geotermia) da quelle cattive (quelle dell’Amiata, più riottose) con un po’ più di fondi da spillare ad Enel, briciole rispetto a quanto quest’ultima ottiene dagli incentivi statali.

Inoltre, l’accordo in preparazione perché fa parti diseguali fra uguali? L’ospedale di Volterra perché andrebbe salvaguardato più degli ospedali amiatini? E perché il fiume Cecina andrebbe salvaguardato più del fiume Fiora e del Paglia, forse l’acqua non è il bene più essenziale per tutti? E poi sul Cecina non dobbiamo dimenticare il famoso sbandieratissimo accordo del 2003, (ministro Matteoli gran cerimoniere, cecinese) “Cecina bacino pilota”, finanziato con ben 35 milioni di euro, che non ha affrontato né tanto meno risolto neanche uno solo degli enormi problemi di questo fiume, dagli enormi prelievi d’acqua di Solvay per estrarre salgemma, all’inquinamento pregresso da mercurio, dagli scarichi della Società chimica Larderello alla discarica di rifiuti pericolosi di Bulera (recentemente ri-autorizzata per altri 9 anni dalla Giunta Regionale), dai ladrocini irreparabili di ghiaie dal suo alveo allo spandimento per tutta la valle di Gabbriccio contenente amianto e cromo, agli scarichi della geotermia, ecc.

In questo disperante contesto la banda ultralarga sembra, per lor signori, proprio la priorità assoluta, se a suggerirla al “mercante” sono le élite locali, quelle che hanno sostenuto questi scempi sistematici per decenni. Quanto poi al ripopolamento delle colline della val di Cecina, bisognerebbe riflettere profondamente sui motivi del loro spopolamento: in effetti i comuni di Castelnuovo e Pomarance (i più geotermizzati al mondo) sono tra i più poveri e con la popolazione più anziana della Toscana, con punte fino al 35% di ultrasessantacinquenni ed è proprio la monocoltura geotermica ad aver creato questa situazione. Non c’è lavoro, oltretutto l’aria è irrespirabile, i giovani ed intere famiglie emigrano in città. Un parzialissimo ripopolamento è costituito da immigrati albanesi e macedoni, che si adattano a fare i boscaioli, anche visto che Enel sta già affiancando le biomasse legnose ai fluidi geotermici in declino nelle centrali geotermiche.

Ma pare proprio che anche i sindaci toscani dell’Alta Val di Cecina, oltre a quelli dell’Amiata, non siano immensamente felici di colare a picco con Rossi…

Insomma, occorrerebbe una svolta radicale nelle politiche delle aree finora asservite alla geotermia, che invece il mercante Rossi conferma fino alla fine dei suoi giorni, in danno alla salute e al lavoro.

Da parte nostra continueremo fino alla vittoria a contestare la politica geotermica della Toscana, unica regione nel panorama nazionale rimasta “geotermica”. Anche se un recente studio commissionato dal PD di Grosseto individua una della cause del tracollo elettorale del PD appunto la geotermia. Seguire Rossi non porta bene…”.