Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Geotermia: le associazioni ambientaliste replicano all’assessore Fratoni

AMIATA. In Conferenza stampa in Regione a Firenze il 31 ottobre scorso abbiamo illustrato e consegnato alla Stampa i dati più recenti delle emissioni di CO2 prodotte dalle centrali geotermiche toscane, in particolare i dati pubblicati nel 2019 dalla prestigiosa rivista “Journal of Cleaner Production” a firma di M. L. Parisi, N. Ferrara, L. Torsello, R. Basosi, i quali certificano che in Toscana le emissioni annue di CO2 dalle centrali in esercizio sono pari a 2,685 milioni di tonnellate se rapportati alla produzione effettiva annua di 5.560 Gwh.

Poiché a parità di energia elettrica prodotta tali emissioni sono superiori a quelle emesse dalle centrali elettriche a combustibili fossili, riteniamo un grave errore dare contributi pubblici a simili attività climalteranti, ritenendo più corretto e coerente con gli obiettivi del Trattato di Parigi, col programma di governo dichiarato in Parlamento e con la solidarietà espressa da tutti i partiti ai giovani di Fridays For Future, che hanno manifestato nelle mille piazze d’Europa, dare tali contributi a produzioni energetiche realmente sostenibili.

Ma l’Assessore regionale Fratoni1 la pensa diversamente e ha subito voluto smentire la nostra tesi e conseguente proposta, con un comunicato stampa dove sostiene che: “La Regione ha normato l’utilizzo della risorsa secondo parametri ambientali puntuali e stringenti dicendo che la Co2 emessa deve essere sequestrata e reimpiegata per fini industriali…”.

Con tale dichiarazione sembrerebbe che la nostra proposta fosse campata in aria e fuori luogo.

In realtà nell’art. 2, comma 1 della Legge Regionale N. 2/2019 è scritto: “Il rilascio delle autorizzazioni per nuovi impianti nell’ambito delle concessioni esistenti e il rilascio delle nuove concessioni per media o alta entalpia è subordinato….compatibilmente con la tipologia di impianto:…(alle) iniziative volte all’utilizzazione, in una percentuale pari ad almeno il 10 per cento, dell’anidride carbonica (CO2) emessa dall’impianto”.

Quindi, se la compatibilità con l’impianto lo consentirà, ma non si capisce come e chi stabilirà tale compatibilità, si dovrà catturare il 10% della CO2 emessa. Pertanto qualora tutte le centrali oggi in esercizio in Toscana (non solo quelle di nuova autorizzazione), fossero subito ristrutturate e adeguate alle nuove disposizioni della Regione Toscana, cosa assai improbabile a breve termine, si avrebbe, anziché una emissione di 2,685 milioni di tonnellate/anno di CO2, un’emissione di 2,417 milioni di tonnellate/anno, ma queste precisazioni l’Assessore Fratoni non le dice, anzi pare proprio che vengono volutamente omesse.

Restiamo pertanto della nostra opinione e segnaliamo ai cittadini e ai lettori dei media il fatto che dalla Giunta Regionale Toscana viene data una informazione parziale e fuorviante in merito ad un problema di grande rilevanza sociale: le scelte della Regione Toscana in fatto di contributi pubblici ad attività fortemente climalteranti e rovinose per la propria popolazione.

Mariarita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra

Ciro Pesacane, presidente nazionale del Forum Ambientalista

Velio Arezzini, portavoce nazionale di NOgesi