Comitati: “Geotermia, finalmente cadono i tabù: indagata l’Enel”

Per le emissioni delle centrali in Amiata. Il GUP ammette l’incidente probatorio sulle emissioni

AMIATA.  Massimo Montemaggi, legale rappresentante di Enel Green Power è indagato per ipotesi di reato, in relazione alle emissioni fuori norma delle centrali geotermiche di Bagnore sul monte Amiata.

Il GIP di Grosseto dr. Mezzaluna ha ammesso l’incidente probatorio affidando l’incarico al perito. Oggetto della perizia sono la conformità o meno alla normativa di settore delle emissioni relative agli inquinanti Ammoniaca e Mercurio e l’adozione di ENEL delle migliori tecnologie disponibili per contenere l’attività inquinante. Il GIP ha quindi convalidato l’indagine della Procura, attivata da un esposto, dopo che gli attuali amministratori dei Comuni dell’Amiata, con fare arrogante e di sfida, avevano invitato i militanti di SOS Geotermia a rivolgersi in Procura avendo questi divulgato documenti scritti da tecnici nelle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, mai smentiti[i].

Pertanto rammentiamo oggi tali documenti:

1– gli studi dell’autorevole[ii] prof. Riccardo Basosi dell’Università di Siena sulla illegalità degli inquinanti emessi dalle centrali di Santa Fiora. Il prof. Basosi e il dott. Bravi concludono[iii]Riteniamo quindi anomalo che il nuovo impianto realizzato a Bagnore da 40 MW, inaugurato a fine 2014, non rispetti i limiti previsti dalla stessa Regione nella DGRT 344, dato che la tecnologia utilizzata (flash + abbattitore) non è quanto di più tecnologicamente avanzato disponibile oggi dal punto di vista ambientale, ma probabilmente solo la scelta più conveniente dal punto di vista economico-finanziario”.

2– gli studi del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Firenze sulle diverse tecnologie alternative applicabili alle centrali di Bagnore, che conclude[iv]: I risultati dimostrano che è possibile ottenere sostanziali benefici dal punto di vista della sostenibilità dei sistemi geotermici applicando diverse soluzioni tecnologiche; tuttavia, questo è inevitabilmente ottenuto al prezzo della prestazione termodinamica cioè, una riduzione della potenza dal 10% al 20% che dovrebbe essere accettata”.

A questi abbiamo aggiunto una lettera[v] con cui l’Enel ammetteva che con gli impianti progettati in Amiata non stava nei nuovi limiti di legge e chiedeva alla Regione Toscana di modificarli (pensando evidentemente che la sua nota rimanesse riservata). Tuttavia la Regione non ha potuto assecondare le richieste di ENEL, perché le sole emissioni di Ammoniaca sono il 43% di tutte le emissioni regionali[vi] e sarebbero intervenute le Autorità Europee. Infatti in Amiata la quantità di Ammoniaca emessa è nell’ordine di diverse migliaia di tonnellate all’anno, quando la stessa UE nel Report CAFE, afferma che tali emissioni contribuiscono in maniera significativa alla formazione di particolato di origine secondaria (PM10 e PM2,5), il cui costo sanitario medio è di euro 20,5 al Kg di Ammoniaca emessa[vii], il che significa che per il solo 2010 il costo per le emissioni in Amiata è stimato in oltre 90 milioni di euro.

Per valutare il valore etico e morale delle scelte dei Sindaci dell’Amiata, di seguito si riporta l’andamento, per il comune di Arcidosso, il più esposto ai vapori in uscita dalle centrali di Bagnore, i dati sanitari oggi scaricabili dal sito dell’Agenzia Regionale di Sanità[viii], che denunciano un eccesso di mortalità per tumori nei maschi di circa il + 30%, rispetto ai dati regionali.

Nel rispetto della autonomia delle giurisdizioni, spetterà quindi al Giudice Penale stabilire, in contraddittorio tra le parti, la verità sulla pericolosità delle emissioni.

Rileviamo inoltre che proprio ieri, 17 gennaio, al Parlamento europeo è caduto il tabu della “geotermia rinnovabile sempre e comunque” e, su iniziativa dell’on. Tamburrano, è stato approvato “l’impegno della Commissione, entro il dicembre 2018,  di valutare la necessità di una proposta legislativa intesa a regolamentare le emissioni, da parte delle centrali geotermiche, di tutte le sostanze, tra cui il CO 2 , che sono nocive per la salute e ambiente, sia nelle fasi esplorative che in quelle operative, sulla base della considerazione che, a seconda delle caratteristiche geologiche di una determinata zona, la produzione di energia geotermica può generare gas a effetto serra e altre sostanze dai liquidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo e che gli investimenti dovrebbero essere mirati esclusivamente alla produzione di energia geotermica a basso impatto ambientale, con conseguente risparmio di gas a effetto serra rispetto alle fonti tradizionali”.

Forum Ambientalista Grosseto

SOS Geotermia

Rete nazionale NoGESI

[i]           – Bravi-Basosi, Environmental impact of electricity from selected geothermal power plants in Italy, in “Journal of Cleaner Production”, 66 (2014), pp.301-308,

                http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2014/12214/Bravi%20M%20Basosi%20R%20Environmental%20impact%20of%20electricity%20from%20selected%20geothermal%20power.pdf

                SI  LEGGA LE LORO CONCLUSIONI

 

[ii]          – Il prof. Riccardo Basosi, ordinario di Chimica Fisica presso l’Università di Siena, è stato nominato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, quale Rappresentante italiano nel Comitato di Horizon 2020, Programma quadro della ricerca europea per il periodo 2014-2020 per il settore Innovazioni in campo energetico:

            http://www.dbcf.unisi.it/en/department/people/academic-staff/riccardo-basosi

 

[iii]             – Bravi-Basosi, “Geotermia d’impatto” pubblicato sulla rivista QualEnergia del Giugno/Luglio 2015. Primo capoverso delle Conclusioni in:

            https://sosgeotermia.noblogs.org/files/2012/02/20150700_articolo_bravi-basosi_qualenergia.pdf

 

[iv]               – Lorenzo Bruscoli, Daniele Fiaschi, Giampaolo Manfrida and Duccio Tempesti, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università di Firenze “Improving the Environmental Sustainability of Flash Geothermal Power Plants – A Case Study” – – Pubblicato 18.11.2015 –  Sustainability. Vedi:

            https://www.google.it/search?client=ubuntu&channel=fs&q=Lorenzo+Bruscoli%2C+Daniele+Fiaschi%2C+Giampaolo+Manfrida+and+Duccio+Tempesti%2C+Dipartimento+di+Ingegneria+Industriale%2C+Universit%C3%A0+di+Firenze&ie=utf-8&oe=utf-8&gfe_rd=cr&dcr=0&ei=wohbWryXJsTA8gf034qwCw

 

[v]      – Nota di ENEL a firma di Montemaggi alla Regione Toscana. Si scarica il pdf da:

        https://sosgeotermia.noblogs.org/tag/pm10/

 

[vi]             – Si veda la tabella 2 di seguito riprodotta nell’articolo a firma del prof. Riccardo Basosi e del dott. Mirko Bravi: “Geotermia d’impatto” pubblicato sulla rivista QualEnergia del Giugno/Luglio 2015.

      https://sosgeotermia.noblogs.org/files/2012/02/20150700_articolo_bravi-basosi_qualenergia.pdf   

 

 

[vii]            – Si  veda a pagina 98 di Bravi-Basosi, “Geotermia d’impatto” pubblicato sulla rivista QualEnergia del Giugno/Luglio 2015. Primo capoverso delle Conclusioni in:

      https://sosgeotermia.noblogs.org/files/2012/02/20150700_articolo_bravi-basosi_qualenergia.pdf

 

[viii]        – https://www.ars.toscana.it/it/relazione-comuni.html

            Il grafico è riportato nella pagina precedente