Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Dismissioni Enel “guardando al futuro”

Nota di Sos Geotermia sulle politiche aziendali e le risorse geotermiche

Sos Geotermia

AMIATA.- In due articoli usciti contemporaneamente il 19 settembre su Il Fatto quotidiano.it e sul sito EnergiaFelice.it si paventa una rivoluzione dell’Enel con la dismissione di ben 23 centrali a combustibili fossili con una nuova politica che “guarda al futuro”.

Il passaggio iniziale recita: “Con l’avvento di Francesco Starace alla guida di Enel (maggio 2014), la politica dell’ex monopolista elettrico ha subito una decida sterzata. Il nuovo amministratore delegato, in una audizione al Senato nell’ottobre dello stesso anno, spiegò che in uno scenario così rivoluzionato, come quello della generazione elettrica, Enel doveva chiudere senza esitazioni ben 25 mila MW di centrali termoelettriche, divenute ormai una zavorra difficile da sostenere. Eccesso di offerta di elettricità, calo dei consumi, aumento della generazione rinnovabile sono l’origine di questa colossale iniziativa di chiusura di centrali che hanno fatto la storia del nostro Paese …”.

Starace vuole chiudere centrali per 25.000 MW con un occhio alla sostenibilità, al rispetto dei territori e dell’ambiente, mentre difende con le unghie e con i denti i miseri 120 MW di centrali geotermiche dell’Amiata per le quali cittadini e comitati chiedono la chiusura per gli stessi motivi per cui si stanno chiudendo le altre. Leggendo gli articoli e quanto altro scritto anche nel documento completo di EnergiaFelice.it e anche facendo un giro sull’apposito sito dell’Enel sembra, come anche denunciano i sindacati, che sia in atto un disinvestimento nell’energia tradizionale diventata ormai poco remunerativa e problematica e una sterzata verso investimenti e speculazioni immobiliari, si parla infatti di vendita e “valorizzazione” delle vecchie centrali. Dopo il viaggio di Starace con Renzi in Nevada si prospetterebbe un raddoppio delle centrali, quindi 240 MW che comunque rispetto ai 25000 MW sono un misero 1% scarso. Allora perché mantenere i 120 MW dio geotermia del Monte Amiata? Forse perché con le politiche degli incentivi (pagati da noi in bolletta!) le centrali geotermiche anche se inquinano come quelle a combustibile fossile (in proposito si veda lo studio Basosi-Bravi ), producono ancora un alto profitto e vale la pena farne anche altre nonostante le proteste?

Facendo il conto della serva partendo dai circa 31 milioni di euro all’anno che renderebbe Bagnore 4 con una potenza di 40 MW e moltiplicando per 3 per arrivare ai 120 MW si raggiungono 93 MILIONI DI EURO ALL’ANNO.
Se si arrivasse al raddoppio della potenza, raddoppierebbero i ricavi, quindi 186 milioni di euro all’anno. E’ questa la “rivoluzione” dell’Enel o è la solita politica speculativa e inquinante?

Nota di SOS Geotermia del 20/9/2016