Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Anche Montefiascone dice “no” alla geotermia

AMIATA. (f. p.) Anche Montefiascone dice no alla geotermia. Nella conferenza di martedì scorso è stata annunciata e riconfermata la totale contrarietà del comune di Montefiascone alla realizzazione dell’impianto di geotermia che dovrebbe nascere sul territorio del comune di Castel Giorgio, quale fonte alternativa per l’approvvigionamento di energia elettrica.

Oltre la netta opposizione al sorgere di detta struttura, è stata data notizia che tutti i comuni del bacino del lago di Bolsena e della zona limitrofa della regione Umbria, hanno già prodotto un documento comune propedeutico al ricorso al Tar del Lazio perché blocchi la progettazione e quindi la realizzazione di tale opera. All’incontro, organizzato e presieduto dall’assessore Rita Chiatti, erano presenti, oltre al sindaco Massimo Paolini, Piero Bruni, presidente dell’attivissima Associazione Lago di Bolsena, che ha fatto una esauriente, chiara e ben comprensibile relazione, spiegando, se pur a grandi linee, il funzionamento tecnico dell’impianto e le sue altamente negative ricadute sul territorio, compreso l’inquinamento dello stesso Lago di Bolsena dal quale, diversi comuni prelevano l’acqua per inserirla nella ubblica rete idrica. Era  presente anche l’altra importante Associazione, Lago d’Europa, quella di Bolsena e quella della Porticella.

Vi è stato poi l’intervento del sindaco di Castel Giorgio Andrea Garbini, che, prima ha ringraziato tutti i numerosi presenti per la sensibilità dimostrata, poi gli Amministratori di Montefiascone per aver organizzato tale incontro volto, soprattutto, alla sensibilizzazione della gente ed alla sua continua informazione di quanto amministrativamente si sta facendo per il blocco del progetto, concludendo di essere soddisfatto poiché non si sente solo in questa battaglia, avendo, intorno a sé, il sostegno di tanti altri comuni dell’area.
Durante la conferenza sono state distribuiti depliant illustrativi e delle buste perché, ogni cittadino potesse dare il proprio contributo, anche economico, sostenendo così le spese necessarie per il ricorso al TAR. E’ stata data anche notizia che, accanto ai numerosi comuni ed associazioni sostenitrici, ci sarà uno specifico ricorso al TAR anche da parte della regione Umbria e, probabilmente, anche da quella della regione Lazio.