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A Scienze politiche un confronto sull’acqua pubblica

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SIENA. Stimolare una riflessione sul problema della privatizzazione delle risorse idriche, mettendo a confronto la realtà cilena e quella italiana. E’ questo lo spirito dell’incontro in programma lunedì 2 maggio alle ore 15 nella Sala Conferenze della Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Siena – in Via Mattioli, 10 – nato in occasione della presenza in Italia di Jorge Weke, portavoce del Parlamento Mapuche di Koz Koz, associazione di rivendicazione territoriale e identitaria del popolo Mapuche della Patagonia cilena. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Carretera Central, l’Arci provinciale di Siena, il Gruppo Cooperazione&Sviluppo della Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Siena e l’Ateneo senese.

L’incontro, dal titolo “Acqua: bene comune o risorsa economica? Responsabilità condivise e lotte alla privatizzazione, dalla Patagonia cilena all’Italia”, sarà moderato da Adriano Scarpelli, presidente dell’associazione Carretera Central e vedrà gli interventi, oltre a Jorge Weke, di Giulia Franchi, della Campagna “Patagonia senza dighe” e di Vincenzo Striano, presidente regionale di Arci Toscana e portavoce del Forum regionale per l’acqua pubblica.

“L’iniziativa – spiega Adriano Scarpelli, presidente di Carretera Central – è nata alla luce degli impatti provocati dalla privatizzazione dell’acqua in Cile e in Italia e vuole mettere in evidenza le risposte che la popolazione civile ha dato e sta dando in questi contesti. In Italia il tema è molto attuale, a causa dell’imminente referendum abrogativo contro la privatizzazione delle risorse idriche, mentre in Cile la privatizzazione ha provocato, ormai da anni, l’acquisto dei diritti idrici da parte di numerose multinazionali straniere, tra cui Enel Italia, provocando forti impatti di natura socio-culturale e ambientale”.

“L’iniziativa – aggiunge Scarpelli – sarà arricchita dalle testimonianze degli ospiti: Jorge Weke, portavoce del Parlamento Mapuche di Koz Koz, ci parlerà di quanto sta accadendo nella Patagonia cilena, dove molte zone sono messe in pericolo dalla costruzione di megaprogetti idroelettrici per mano di Endesa Chile, di proprietà di Enel Italia, con conseguenze gravissime sulla vita della popolazione mapuche e non mapuche, l’ambiente e la biodiversità locali. Giulia Franchi, rappresentante della campagna italiana ‘Patagonia senza dighe’ porterà la sua testimonianza sul coinvolgimento delle imprese italiane nel selvaggio saccheggio delle risorse idriche cilene, mentre con Vincenzo Striano affronteremo il tema, attualissimo, della privatizzazione dell’acqua in Italia, in vista del referendum del prossimo 12 e 13 giugno”.