40 aziende del senese contro i cereali esteri e per la vera qualità

Martedì 9 ottobre un workshop alla Camera di Commercio di Siena ha sottolineato l'importanza del progetto Innovacereali

di Annalisa Coppolaro
 
SOVICILLE.  Il marchio ”Toscana” a garanzia della qualità, contro i cereali esteri, e contro le aflatossine , dannosissime per la salute.  
Martedì 9 ottobre un workshop alla Camera di Commercio di Siena ha sottolineato l’importanza del progetto Innovacereali:  40 aziende del Senese, da Sovicille a Siena, da Monteroni ad Asciano,   vi hanno preso parte.
Argomento, l’innovazione della cerealicoltura, che ad oggi infatti rappresenta una grossa fetta della produzione agricola delle colline e pianure del senese. Il progetto Innovacereali coordinato dall’Università di Siena ma sviluppato in team con la collaborazione di prestigiosi Istituti di ricerca in campo agroalimentare :UNIFI,UNIPI,UNITO e CNR di Bari, rappresenta una parte del PIF ( progetto integrato di filiera) , Cereali Sovicille e Dintorni , che si è concluso proprio in questi giorni. Si tratta in sintesi di un’operazione finanziata dalla UE e Regione Toscana per
favorire l’aggregazione e l’integrazione nell’ambito della filiera cereale- pane e pasta. Al progetto hanno preso parte 40 aziende del Senese che hanno investito nel settore e che rappresentano il cuore pulsante della cerealicoltura della nostra provincia. Ha aperto i lavori la Regione Toscana con il Dott. Gennaro
Giliberti, che illustrando il PSR ha decantato l’importanza di chiudere la filiera cerealicola invitando i produttori ad usare un marchio che usi il termine “Toscana” che in questo momento ha un appeal elevato in ambito agroalimentare.
Poi gli Istituti di ricerca hanno illustrato l’applicazione sui nostri terreni di
tecniche agronomiche per il miglioramento della qualità dei cereali , utilizzando bassi input. Essenziale la riduzione delle aflatossine, recentemente scoperte come cancerogene, e la salvaguardia del prodotto in stoccaggio per l’ottenimento di farine salubri. Da non sottovalutare gli aspetti economici per una coltura al limite della sostenibilità economica e che necessita di una promozione poiché i prodiìotti ottenuti da questo progetto sono sostenibili, sani e di alta qualità – 
”Con questo progetto volto a migliorare i frumenti del nostro territorio – ha sottolineato Rosanna Zari di Studio Zari – che sarebbero i fiori all’occhiello della nostra economia. Purtroppo sono prodotti dalle commodities quindi si vendono a prezzi bassissimi e non controllabili. E’ quindi necessario accorciare la filiera cercando di evitare i passaggi che ne determinano un aumento di prezzo che poi ricade sul consumatore. Ma che non riesce nemmeno a pagare i costi del produttore primario”.
MOlti gli interventi di studiosi: tra gli altri presenti anche l’ Università di Siena ( Silvia Casini e Tommaso Campani), Università di Pisa (Barbara Conti) , ISPA CNR (Michelangelo Pascale) , Università di Firenze (Fratini e Sammarchi)
Ha moderato il convegno il dott. Carlo Chiostri in rappresentanza dell’accademia dei
georgofili. Per ulteriori informazioni, www.innovacereali.maidicolasovicille.it .